La nostra selezione di ristoranti per ogni occasione, dal gourmet al casalingo.

"Verde di rigore Via Ramazzini accoglie con discrezione: pochi tavoli, luce raccolta, arredamento minimale che non concede nulla al superfluo. L'ambiente è silenzioso quasi per vocazione, adatto a chi porta attenzione nel piatto prima che nella scenografia. La cucina non si scusa di essere vegetariana: i tortellini vegetariani reggono il confronto con la tradizione senza mimetismo, i passatelli vegetariani mantengono struttura e carattere, la carbonara vegetariana convince nella tecnica più che nell'omaggio. Il menù degustazione da cinque a sette portate è la lettura più onesta dell'intenzione dello chef. Il pane fatto in casa non è dettaglio, è dichiarazione di metodo. La simil crème brûlée chiude con misura. Una tappa che si inserisce perfettamente in un itinerario tra i sapori del territorio più ampio, specie per chi esplora Modena oltre il maiale. Prenotare è consigliabile: i coperti sono pochi e si esauriscono."

"Brodo autentico in città emiliana Nōdo occupa uno spazio raccolto e minimale, con un'estetica curata che bilancia rigore nipponico e calore domestico. L'identità è chiara fin dall'ingresso: qui non si improvvisa. Il ramen è tirato a mano e preparato al momento dettaglio non trascurabile. Il brodo raggiunge una pulizia di sapore rara, e gli spaghetti freschi mantengono una leggerezza che smentisce la densità del piatto. Convincono anche i ravioli, le polpette di maiale e, in chiusura, una mini mousse al limone che sorprende per precisione. Le tre varianti di ramen con piccantezza modulabile garantiscono flessibilità senza compromessi sulla sostanza. Una proposta che si inserisce perfettamente in un itinerario tra i sapori del territorio più ampio, ampliando il perimetro di ciò che Modena sa offrire a tavola. Servizio rapido, prezzi contenuti. Consigliato all'apertura per evitare attese."

"Dove l'Oriente trova dimora stabile Alloggiato all'interno dell'Hotel Estense, in Via Bono da Nonantola, Persepolis si presenta con un'identità precisa: ambiente raccolto, tappeti Keshan alle pareti, spezie nell'aria già dall'ingresso. L'arredo è denso di rimandi autentici, quasi didascalico nella sua coerenza. La sala piccola regge bene la sera infrasettimanale; meno nei weekend, quando il rumore diventa protagonista indesiderato. In cucina si lavora con rigore. I dolme — involtini di riso e carne in foglie di vite — mostrano equilibrio e tecnica. Il riso basmati con pollo al melograno convince per l'acidità calibrata del frutto. L'Ash-e-jow, zuppa d'orzo proposta come entrée, è un gesto di ospitalità autentica. Il riso basmati con manzo chiude il cerchio con una tenerezza che non lascia dubbi sulla qualità della materia prima. Una tappa che si inserisce perfettamente in un itinerario tra i sapori del territorio più ampio, soprattutto per chi cerca alterità gastronomica senza rinunciare alla sostanza. Prenotare è consigliabile: i coperti sono pochi."

"Colori d'oltre Atlantico in via Luca Calle di Luca accoglie Encuentro con una facciata vivace, cromaticamente dichiarata: nessuna ambiguità sull'identità del locale. L'interno è colorato, caotico nel senso migliore, con qualche concessione alla rusticità che sui tavoli all'aperto diventa, in stagione fredda, un problema concreto — piano traballante incluso. In cucina, la fajita de mar con gamberi e verdure mantiene una discreta pulizia di sapori. I tacos reggono il confronto con proposte simili in città; il burrito con angus è generoso, forse eccessivamente. I nachos con carne, guacamole e jalapeños funzionano da apertura di serata. Tra i dolci, il dulce de leche chiude con onestà. La margarita è eseguita con criterio — non è poco. Per chi desidera approfondire le migliori proposte della zona oltre la cucina d'importazione, il confronto è istruttivo. Prenotare è consigliabile: la gestione degli spazi lascia ancora margini di miglioramento."